Conoscete il tarassaco?
- minalimentazione
- 15 mar 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Quest’erba dalle mille proprietà è una valida alleata del sistema immunitario. I rimedi naturali sono sempre più apprezzati e vi sono delle piante considerate delle vere e proprie outsider, come il tarassaco che è conosciuto con vari nomi da cicorione a cicoria dei prati.

Sin dall’antichità veniva utilizzata per le proprietà curative ma alla luce delle nuove ricerche scientifiche sono state scoperte nuove virtù benefiche associate alla piante. Il tarassaco stimola la risposta immunitaria, dunque aiuta il nostro organismo ad innalzare il livello di difesa, viene inoltre utilizzato per favorire la digestione, regolare il flusso biliare e per stimolare la diuresi, per le sue proprietà coleretiche e colagoghe, diuretiche e blandamente antinfiammatorie.
Il tarassaco si trova in erboristeria sotto forma di capsule e preparati pronti all’uso oppure dal fruttivendolo. Spunta nel mese di marzo, i suoi fiori sono gialli e dopo un po’ di tempo si trasformano nei soffioni.
Le foglie sono commestibili e si possono condire come la classica insalata, a piacere potete aggiungere avocado e frutta secca. Il gusto ricorda molto quello della cicoria e non è sempre piacevole al palato ma l’intensità del gusto è un segnale. Si dice che l’amarezza del tarassaco sia la prova che stia agendo sul nostro organismo. Di questa pianta si possono mangiare anche i fiori, che contengono ormoni ricostituenti.
Per ottenere un risultato migliore si consiglia il classico decotto da preparare con la radice essiccata. Si possono consumare sino a 2 tazze al giorno, a digiuno.
Quando e dove raccoglierla
Diffusa quasi ovunque nel nostro paese la cicoria preferisce i bordi delle strade, gli incolti, i maggesi, i pascoli, ruderi e scarpate. Si raccoglie quando le foglie sono ancora tenere, possibilmente prima della fioritura, anche se è solo con questo momento che la maggior parte delle piante divengono facilmente individuabili. Raccogliamo lo stesso le foglie rifilandole per eliminare le nervature più dure. Quando scegliamo di lessare la pianta anche le cime più tenere possono essere impiegate con successo. Non estirpiamo mai la pianta se non intendiamo far uso della radice, così potremo goderne anche l’anno successivo.
Il vecchio caffè di cicoria
La radice dobbiamo raccoglierla in autunno quando ormai la migrazione delle sostanze nutritive negli organi d’accumulo ne ha accresciuto le dimensioni. Estirpiamo la radice quando il terreno non è bagnato perché sarà più facile estrarla senza troncarla. Spazzoliamola, tagliamola per il lungo e mettiamola a seccare in piccoli pezzi in forno. La tostatura deve essere fatta lentamente per non bruciare le radici solo all’esterno, ma essiccarle completamente. Maciniamo e usiamo come surrogato del caffè o come componente di miscele di caffè, orzo e altri cereali tostati.
Molto in voga quando il caffè vero era un bene irraggiungibile per le tasche dei più, oggi ritorna come bevanda “verde”.
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