Il chewingum
- minalimentazione
- 4 feb 2022
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I primi a masticare palline di gomma a base di lattice di Sapodilla, pianta tipica delle foreste pluviali, furono i Maya, ma il brevetto del chewingum moderno è datato 28 dicembre 1869.

Si mastica ma non si ingoia! Ottenuto dalla lavorazione di un impasto a base di gomma, zucchero, additivi e aromi, è composto quasi totalmente da carboidrati e da una minima percentuale di acqua. Cento grammi di gomma contiene circa 300 calorie. Gli esperti da tempo dibattono sui possibili effetti di un consumo protratto giornalmente. Il British Medical Journal ha pubblicato uno studio secondo il quale masticare troppi chewingum con dolcificante può provocare gravi perdite di peso e violenti attacchi di diarrea. La colpa sarebbe del sorbitolo, uno dei dolcificanti più utilizzati negli impasti. Sempre a detta loro, masticando a lungo si accentuerebbero le secrezioni gastriche con conseguenze come acidità di stomaco e difficoltà digestive e reflusso gastroesofageo.
Non mancano studi di segno opposto, che rivelano i benefici di una masticazione prolungata: oltre ad aiutare a scaricare la tensione, questa servirebbe, ad accelerare il metabolismo e di conseguenza a contenere il peso. Nutrizionisti statunitensi hanno dimostrato che con sei chewingum al giorno si consuma circa il 20 per cento delle calorie introdotte con l’alimentazione. Muovere le mandibole, insomma, sembrerebbe essere uno sport per il cervello: masticare stimola la produzione di insulina, ormone che attiva le zone cerebrali legale alla memoria, favorendo maggiore concentrazione e lucidità mentale e allontanando stress e tensioni. Ricercatori australiani hanno dimostrato come consumare gomme riduca i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) aumentando la sensazione di benessere. E se la mente sta bene, i meccanismi legati alla fame nervosa non si innescano. A tutto vantaggio della linea. Per ovviare all’aumento del rischio di patologie dentali provocate dagli zuccheri contenuti nei chewingum, sono state da qualche tempo immesse sul mercato gomme prodotte con sostituti come lo xilitolo. Quest’ultimo si è confermato un potente antibatterico in grado di contrastare l’insorgenza della carie.
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